Sarà l'occasione per ammirare, per la prima volta, alcuni dei reperti restituiti dai recentissimi scavi di San Casciano dei Bagni. Uno dei più importanti complessi termali dell'antichità, che sta offrendo nuove chiavi di indagine sul mondo etrusco. Ben 58 pezzi inediti, esposti a Palazzo Ducale in un allestimento che metterà a confronto il rapporto con l'acqua e il sacro degli Etruschi e degli antichi Veneti. Due mondi a confronto per un percorso inedito, quello di "Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari", la mostra che inaugurerà il prossimo 6 marzo nelle sale degli Appartamenti del Doge. Un progetto della Fondazione Musei Civici di Venezia, con il patrocinio dell'Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici e la collaborazione della Fondazione Luigi Rovati di Milano. Ieri la presentazione alla stampa a Roma, nella sede del Ministero della cultura, con il ministro, Alessandro Giuli, e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.
L'idea di una mostra che affiancasse al mondo etrusco, quello dei veneti antichi, è venuta proprio al sindaco lagunare. «Io ho una passione incredibile per gli etruschi - ha raccontato ai giornalisti - Un po' perché ho un passione per Chiusi, mia moglie è di Chiusi. Il loro museo etrusco lo conosco benissimo. Poi, quando sono diventato sindaco della Città metropolitana, ancora nel 2016, ho scoperto al museo di Altino una iscrizione, che racconta come l'antica lingua veneta abbia delle derivazioni proprio dall'etrusco, anche nei numeri». Uno spunto che Brugnaro, da appassionato, ha poi approfondito.








