Che fine hanno fatto i 400 chili di uranio arricchito al 60% iraniano? Diventa un giallo quello che riguarda l'impianto nucleare di Fordow, a pochi chilometri da Qom: la centrale ha subito solo danni parziali a seguito dell'attacco statunitense di domenica sera e la situazione nell'area è tornata alla normalità.

In quello che viene considerato da Israele e Usa il "bunker" in cui Teheran stava sviluppando la bomba atomica secondo l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Tasnim, citando le autorità locali, "non c'è nemmeno fumo o segni di incendio. I funzionari provinciali smentiscono le dichiarazioni di Trump sulla distruzione della struttura e segnalano solo danni parziali".

Secondo quanto riferito, non si rilevano contaminazioni chimiche o radioattive nell'area. Inoltre, secondo Hassan Abedini, vicedirettore politico dell'Islamic Republic of Iran Broadcasting (Irib), "l'Iran ha evacuato da tempo i suoi tre siti nucleari di Fordow, Natanz e Isfahan" proprio "in previsione di un eventuale attacco esterno che potrebbe causare una fuga di radiazioni o minacciare la sicurezza dei civili". In una dichiarazione riportata dall'agenzia di stampa Mehr, Abedini ha sottolineato come tutto il materiale nucleare sensibile "era stato rimosso dalle strutture per evitare che si verificasse un disastro nucleare".