Una vita agiata, l’amore della famiglia e degli amici. Gli studi all’università in Siberia, con la passione per i trasporti. Poi il viaggio a Malta per perfezionare l’inglese e l’incontro che le distruggerà l’esistenza fino a portarla a Roma, a morire sotto gli oleandri di Villa Pamphili. Da studentessa a vagabonda. È la terribile parabola di Anastasia Trofimova. «Un fantasma», dice ora la madre Tatiana. Senza documenti, senza un cellulare. Con una bambina da crescere accanto a Charles Francis Kaufman, un violento. Un truffatore allontanato e temuto dalla sua stessa famiglia, costretto a cambiare nome in Rexal Ford dopo aver cercato di uccidere uno dei suoi fratelli negli Stati Uniti. A raccontare sua figlia a Chi l’ha visto? è la mamma: «Non era una hacker, si era laureata, poi a Malta ha conosciuto quell’americano».

La madre di Kaufman interrogata da Fbi: “Sapevo poco di mio figlio, speravo con lei fosse felice”

di Marco Carta, Giuseppe Scarpa

In queste settimane Anastasia è stata prima un corpo senza nome, poi una clochard, anzi una maga dei computer. La verità è nelle parole della madre, che parla da Omsk. Nella città industriale che si snoda intorno a una delle stazioni principali della Transiberiana, racconta Tatiana, sua figlia Anastasia ha studiato all’Accademia automobilistica e dei trasporti statale siberiana. Lì la ragazza seguiva corsi sulla Gestione dei trasporti. «Poi — dice ancora Tatiana alla trasmissione di Federica Sciarelli, in onda questa sera — è andata a Malta».