È stato l’ultimo giorno in cui Anastasia Trofimova è stata vista per le strade di Roma. Probabilmente è morta quella stessa notte e il suo compagno, Charles Francis Kaufmann, è rimasto solo con la loro bimba, la piccola Andromeda, prima di decidere di uccidere anche lei e abbandonare il corpicino accanto a quello della madre, tra gli arbusti di Villa Pamphilj. Le ultime ore di vita della giovane sono ricostruite in una segnalazione arrivata sabato in Procura, che racconta, ancora una volta, come quella famiglia fosse circondata da un clima di violenza.

Villa Pamphili, Kaufmann e la lite nel bar il giorno della morte di Anastasia. Il titolare: «Era a terra insanguinato»

È il 3 giugno, verso le 19, quando il titolare dello Starbucks di piazza San Silvestro trova Kaufmann a terra dentro il locale, ferito, che perdeva sangue dalla testa. Accanto a lui, Anastasia che tentava di medicarlo, e la bambina. L’uomo ha detto di essere stato aggredito da un altro cliente. Una circostanza poi emersa dal video delle telecamere di sorveglianza dela caffetteria, analizzate dai carabinieri: Kaufmann ha litigato con un uomo, a sua volta accompagnato da una ragazza. Secondo quanto raccontato da un testimone a Chi l’ha visto? la scorsa settimana, sembra che all’origine dello scontro ci fosse lo stato di alterazione dell’americano e anche il fatto che stesse maltrattando la compagna e la bimba. L’uomo, comunque, non è ancora stato identificato. Dopo essersi rialzato, Kaufmann ha rifiutato i soccorsi, ha preso in braccio la piccola e si è allontanato. Aveva delle altre ferite sul volto e un cerotto sulla tempia. Era visibilmente alterato, mentre Anastasia sembrava scossa e confusa. Il titolare del bar lo ha seguito per strada, non gli sembrava una situazione tranquilla. «Ho chiesto a un mio dipendente – ha raccontato – di avvisare alcuni agenti di polizia che erano a Largo Chigi, a poca distanza, ma hanno risposto che erano impegnati in altra attività e non potevano abbandonare la posizione». Hanno detto che avrebbero chiamato la centrale. Così, l’uomo è andato dai carabinieri di San Lorenzo in Lucina, denunciando la rissa avvenuta nel locale. I militari hanno acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza, poi hanno scritto un’informativa e l’hanno inviata al procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e al pm Antonio Verdi: il titolare del bar, infatti, dopo i fatti di Villa Pamphilj, ha riconosciuto Kaufmann, Anastasia e la piccola. Intanto proseguono le indagini per ricostruire gli ultimi spostamenti italiani della famiglia: prima di stabilirsi in una tenda a villa Pamphilj sarebbero stati per circa un mese nella zona intorno al Vaticano, da villa Carpegna a Prati. Emerge dall’analisi delle celle telefoniche dello smartphone del californiano, ottenuto con uno dei tanti alias utilizzati negli anni. Gli investigatori stanno passando al setaccio diversi palazzi dove i tre possono avere preso in affitto un appartamento, o essere stati ospitati. Nei prossimi giorni gli inquirenti dovrebbero sentire la madre di Anastasia.