(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La Regione Emilia-Romagna scende in campo per il diritto alla casa e lancia un Piano per la riqualificazione del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica (Erp) e di Edilizia residenziale sociale (Ers) da 300 milioni di euro. L’obiettivo è azzerare gli alloggi pubblici attualmente sfitti perché bisognosi di interventi di ristrutturazione, che potranno essere rapidamente riassegnati a lavoratrici e lavoratori a reddito medio e medio-basso. Dei fondi stanziati, 200 milioni di euro proverranno da un mutuo a tasso agevolato con la Banca europea degli investimenti e 100 milioni da finanza regionale.
Un provvedimento innovativo
La misura sarà articolata su due linee di intervento. La prima riguarda i circa 3500 alloggi che, secondo una prima stima tratta dall’Osservatorio regionale del sistema abitativo, attualmente non assegnati perché bisognosi di interventi di ristrutturazione. Queste abitazioni richiederebbero in media lavori per un valore di 30mila euro eseguibili in tempi rapidi. La seconda linea d’intervento riguarda invece i lavori di efficientamento energetico nei fabbricati Erp, con l’obiettivo di ridurre il più possibile le condizioni di povertà energetica. Spesso infatti oltre agli affitti – che, secondo quanto dichiarato dall’assessore alle Politiche abitative, Giovanni Paglia, in conferenza stampa si aggirano attorno ai 200-300 euro – sono antichi e hanno una classificazione energetica molto bassa, con costi per le utenze molto alti.






