Caro direttore, leggo la lettera del Sig. Conti di Portogruaro, le sue lamentele, la sua risposta e qualcosa mi lascia perplesso:

1) il lettore dice che era a conoscenza dello sciopero dei treni, ma che "nonostante lo sciopero sono partiti convogli per diverse destinazioni", quindi se vi era una responsabilità questa ricade sulla direzione regionale dei trasporti che non ha previsto servizi sostitutivi.

2) nella sua risposta vi è una contraddizione perché da una parte dice "non è in discussione il diritto di manifestare né di scioperare" ma tutto deve essere collegato agli altri diritti. Dico io se uno sciopera è chiaro che essendo assente non può guidare il treno, quindi forse questi diritti dovrebbero essere assicurati da altri soggetti che gestiscono il servizio prevedendo soluzioni alternative (per esempio forse gli autobus sostitutivi).

Direttore in questi casi il cittadino si premunisce, lo dice uno che per 40 anni da Mestre si recava a lavorare a Treviso in treno. Sotto sotto a mio avviso ci vedo una linea sottile di propaganda politica.

Giuliano R.