Sprezzante del pericolo - dopo i 36 miliardi di dollari che ha sganciato alla prima moglie per il divorzio - Jeff Bezos ha deciso di riprovarci con la nuova fiamma Lauren Sanchez. Non essendo propriamente un commoner - termine inglese che indica i non appartenenti alla nobiltà, cioè cittadini “comuni” - Bezos ha scelto di fare le cose in grande e di farle nella città che più di tutte incarna l’essenza stessa dell’amore e del romanticismo: Venezia.
Tutto questo ovviamente lo sapete, perché sui giornali di gossip e non, se ne è parlato a lungo. Così come si è parlato delle polemiche che inevitabilmente un evento di questo tipo porta con sé. Verrebbe da dire che fa parte del gioco. E in fondo Bezos non è certo il primo vip - e nemmeno l’ultimo - che decide di dire “sì” in laguna. Quello con cui, forse, il patron di Amazon non aveva fatto bene i conti, è la pervicacia con la quale i comunisti nostrani siano in grado di essere molesti. Ieri poi hanno piazzato un uno due da antologia.
Prima gli attivisti di Greenpeace, che si sono presentati in massa in piazza San Marco a Venezia per srotolare un mega striscione da 400 metri quadrati, con la scritta «If you can rent Venice for your wedding, you can pay more tax» («Se puoi affittare Venezia per il tuo matrimonio, allora puoi pagare più tasse»). Protagonisti dell’azione gli attivisti nostrani spalleggiati dal gruppo d’azione britannico denominato: Everyone Hates Elon (che sarebbe Musk, che è pure concorrente di Jeff, ma va beh, questa è un’altra storia). Ai quali, tra l’altro, verrebbe da chiedere se per occupare il suolo pubblico di Piazza San Marco, hanno pagato le tasse...













