Il 22 giugno si è celebrata la Giornata Mondiale delle Foreste Pluviali, ecosistemi straordinari che svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione del clima terrestre. Spesso definite i «polmoni del pianeta», queste foreste assorbono grandi quantità di anidride carbonica e producono ossigeno attraverso la fotosintesi. È importante precisare, però, che la maggior parte dell’ossigeno prodotto viene riassorbito dalla stessa foresta attraverso la respirazione di piante, animali e microrganismi. Più che una fonte netta di ossigeno, le foreste pluviali sono quindi un enorme serbatoio di carbonio e un elemento chiave per il bilancio climatico globale. Situate nella fascia intertropicale, queste foreste sono caratterizzate da precipitazioni molto abbondanti, generalmente superiori ai 3.000 mm all’anno, con alcune aree che superano i 6.000 mm. Per fare un confronto, a Milano cadono in media circa 1.000 mm di pioggia l’anno. Questo regime di piogge costante, unito a temperature elevate, sostiene una vegetazione estremamente fitta e stratificata, con alberi emergenti, chiome sovrapposte, sottobosco denso, liane ed epifite (piante che crescono su altre piante).