Il 21 marzo il pianeta celebra la Giornata internazionale delle Foreste, promossa dalle Nazioni Unite nel 2012. Un appuntamento globale per riflettere sul ruolo cruciale dei boschi, che rappresentano non solo un pilastro contro il cambiamento climatico e la tutela della biodiversità - l’80% delle specie vegetali e animali ne fanno il loro habitat – ma anche per l’economia mondiale. Non è un caso che l’edizione 2026 sia dedicata proprio al tema “Foreste e Economie” mettendo al centro la capacità dei boschi di generare occupazione, ridurre la povertà e sostenere i sistemi alimentari.

Foreste e prospettive future

In tutto il mondo 1,6 miliardi di individui dipendono direttamente dalle risorse delle foreste (che ricoprono il 30% delle terre emerse) per l’alimentazione, energia e lavoro, mentre dà occupazione a decine di milioni di persone nel mondo. Ecosistema particolarmente rilevante per chi vive nelle aree rurali e montane dove i sistemi forestali rappresentano una fonte primaria sia di reddito che di sicurezza alimentare. Il contributo dei boschi, infatti, va ben oltre la produzione di legname o il commercio di materie prime rinnovabili: alberi e piante sostengono l’agricoltura familiare e comunitaria, migliorano la produttività dei terreni e proteggono i bacini idrografici. Oltre ad essere mega serbatoi di carbonio: a livello globale immagazzinano infatti oltre mille miliardi di tonnellate di carbonio, assorbendo circa un terzo delle emissioni di CO2 prodotte dalle attività umane, mitigando l’effetto serra.