Il gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Ipcc) ha pubblicato ieri il sesto rapporto sullo stato del clima del pianeta, prendendo in esame oltre 14.000 articoli di letteratura scientifica e sintetizzandoli, nella maniera più rigorosa possibile, in un singolo documento. Senza giri di parole, le conclusioni su cosa stia accadendo al clima della Terra e quali siano le proiezioni sul prossimo futuro non possono altro che essere descritte come catastrofiche.
In un numero ridottissimo di anni, l'uomo ha dato fuoco al pianeta. Neanche lo stile freddo e tecnico della comunicazione scientifica riesce a mascherare l'inquietudine per quello che sta accadendo.
Da ogni capitolo del rapporto traspare la preoccupazione per quanto la Terra sia diventata calda e quanto lo diventerà ancora, quanto ghiaccio polare si sia sciolto e quanto se ne scioglierà nei prossimi anni, quanta parte del pianeta soffrirà la siccità, le tempeste, gli allagamenti, gli incendi fino a diventare inabitabile.
Un lungo e doloroso catalogo degli orrori la cui unica, indiscutibile, causa siamo noi uomini. "È inequivocabile che l'influenza umana ha riscaldato l'atmosfera, l'oceano e la Terra": è questo l'incipit del rapporto e nello stesso tempo l'esposizione del tema principale. È l'uomo che ha causato tutto questo. A differenza dei precedenti rapporti dell'Ipcc, per la prima volta, la responsabilità umana è "inequivocabile".









