La buona notizia è che la deforestazione globale rallenta, la cattiva è invece che nonostante ciò le foreste del mondo sono ancora troppo sotto pressione. Mancano poche settimane all'inizio della COP30, la grande conferenza sul clima che si terrà quest'anno a Belem, nel cuore dell'Amazzonia e dove la questione deforestazione sarà centrale. In Amazzonia ci sono infatti ancora preoccupanti segnali legati al disboscamento a cui si aggiungono ora annunci da parte del Brasile, che per paradosso arrivano proprio a ridosso della Conferenza, di concessioni a nuove esplorazioni petrolifere (il cosiddetto blocco M-59) alla Foce del Rio delle Amazzoni. In questo contesto di incertezze la FAO ha però appena pubblicato il secondo Global Forest Global Forest Resources Assessment 2025 (FRA), il rapporto che valuta lo stato delle foreste globali in oltre duecento Paesi. Come annunciato durante la presentazione a Bali in Indonesia la deforestazione "ha subito un rallentamento in tutte le regioni del mondo".

A un mese da Cop30, cosa fare per evitare un altro fallimento sul clima

Gli ultimi dati mostrano infatti che le foreste, le quali coprono oggi 4,14 miliardi di ettari, praticamente un terzo della superficie del Pianeta, vedono tassi di deforestazione in declino grazie al fatto che oltre la metà delle foreste è oggi tutelata da migliori piani di gestione a lungo termine e un quinto di queste è oggi all'interno di aree protette.