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23 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 18:29
Un inedito scontro (verbale) a distanza lungo la direttice Washington-Mosca sul delicato tema della proliferazione nucleare. E’ quello che è andato in scena sui social network tra Donald Trump e Dmitri Medvedev. Ieri, poco dopo l’attacco delle forze armate statunitensi all’Iran, l’ex presidente ed ex premier della Federazione russa aveva sostenuto su Telegram che le bombe di profondità sganciate sui siti di Fordow, Natanza e Isfahan hanno inflitto “danni minimi o nulli” alle infrastrutture del ciclo nucleare dell’Iran, che ora Teheran proseguirà l’arricchimento dell’uranio e, “ora possiamo dirlo direttamente, la futura produzione di armi nucleari“. Non solo: “Diversi Paesi sono pronti a fornire direttamente all’Iran le loro armi nucleari”, aveva aggiunto Medvedev, oggi vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale, chiosando: “Trump, che si era proposto come presidente pacificatore, ha scatenato una nuova guerra per gli Stati Uniti”.
Parole che non sono piaciute al presidente degli Stati Uniti. “L’ex presidente russo Medvedev ha usato veramente la ‘parola con la N‘ (nucleare!), affermando che lui e altri Paesi avrebbero fornito testate nucleari all’Iran? – ha domandato retoricamente Trump su Truth – L’ha detto davvero o è solo frutto della mia immaginazione? Se l’ha detto davvero, e se confermato, per favore fatemelo sapere immediatamente”. “La ‘parola con la N’ non dovrebbe essere presa con tanta superficialità. Immagino sia per questo che Putin è ‘il capo’,” ha aggiunto il tycoon, mettendo in qualche modo in dubbio le capacità di leadership dell’interlocutore.










