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6 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:56
Ad Abu Dhabi, nei colloqui trilaterali appena conclusi con l’Ucraina al tavolo, Russia e Stati Uniti non si sono limitati a discutere del conflitto in corso dal 2022: le controparti hanno infatti deciso di riattivare i contatti militari tra le rispettive forze armate – rimasti congelati per quasi quattro anni e interrotti nel 2021, alla vigilia dell’inizio della guerra in Ucraina. La volontà di riaprire i canali di comunicazione riflette la consapevolezza che questi strumenti restano cruciali per la gestione del rischio e prevenzione di escalation in un momento di volatilità strategica. Il Comando europeo degli Stati Uniti ha reso noto che “mantenere il dialogo tra le forze armate è un fattore importante per la stabilità e la pace globali, che può essere raggiunto solo attraverso la forza, e fornisce un mezzo per una maggiore trasparenza e una de-escalation. Questo canale garantirà un contatto costante tra le forze armate mentre le parti continuano a lavorare per una pace duratura”.
La decisione è stata messa a punto nel corso dei colloqui tra funzionari russi e statunitensi – dopo un confronto tra il generale statunitense, Alexus Grynkewich, massimo generale americano e della Nato in Europa, e il capo delegazione russo, il numero uno del Gru, intelligence militare russa, l’ammiraglio Igor Kostyukov – nel momento in cui è scaduto il New Start, Strategic Arms Reduction Treaty. L’accordo, negoziato e firmato nel 2010 da Obama e dall’omologo russo dell’epoca, Medvedev, era l’ultimo pilastro del regime di controllo degli armamenti nucleari tra le due maggiori potenze atomiche al mondo e fissava un tetto rigoroso allo schieramento degli arsenali strategici: limitava ciascuna parte a 1.550 testate su 700 vettori operativi – tra missili balistici intercontinentali, aerei e sottomarini.














