Ancora notizie incoraggianti sul fronte dell’uso dell’intelligenza artificiale in medicina. Questa volta arrivano da uno studio clinico condotto dall’Istituto Clinico Humanitas Irccs di Rozzano (Milano) e lo University Hospital di Tubinga (Germania), coordinato da Letterio Politi e Marta Scorsetti, rispettivamente responsabili della neuroradiologia e della radioterapia e radiochirurgia di Humanitas. Nel loro lavoro, pubblicato sulla rivista Neuro Oncology, i ricercatori hanno “insegnato” all’intelligenza artificiale ad analizzare le metastasi cerebrali dopo un trattamento radioterapico e a distinguere tra le lesioni dovute alla progressione del tumore e quelle invece causate dal trattamento stesso.

I risultati ottenuti sono importanti, soddisfacenti e necessari, perché al momento le tecniche diagnostiche convenzionali, tra cui la risonanza magnetica, spesso falliscono l’obiettivo in quanto le caratteristiche dei due tipi di tessuto sono molto simili. Lo strumento sviluppato dai clinici, invece, ha mostrato un’ottima affidabilità nell’operazione di discernimento tra radionecrosi e progressione tumorale.

Tumori del cervello, la prima terapia target raddoppia la sopravvivenza libera da progressione