L’esame di Stato termina con il colloquio, della durata media di 60 minuti, che permette di valutare le competenze disciplinari e trasversali acquisite dal candidato, ma anche di mettere in luce il livello reale di preparazione. Viene valutato dalla commissione con un massimo di 20 punti dei 100 complessivi dell’intero esame di Stato.
Da quest’anno si torna praticamente alla normalità: l’orale si svolgerà quindi in chiave multi e interdisciplinare per valutare la capacità del ragazzo di cogliere i nessi tra i diversi saperi collegandoli tra loro. La commissione proporrà allo studente di analizzare testi, documenti, esperienze, problemi che il candidato è chiamato a collegare e argomentare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera.
La preparazione del colloquio
Durante la riunione plenaria il presidente, sentiti i commissari, stabilisce la data di inizio dei colloqui per ciascuna classe e, in base a sorteggio, l’ordine di precedenza tra le due classi e, all’interno di ciascuna di esse, quello di convocazione dei candidati secondo la lettera alfabetica. Se i presidenti delle commissioni hanno in comune uno o più commissari, non procederanno al sorteggio, ma concorderanno le date di inizio dei colloqui. Il numero giornaliero dei candidati, tranne motivate esigenze organizzative, non supera le cinque unità. Il calendario dei colloqui viene, quindi, reso disponibile nell’area riservata del registro elettronico per gli interni; gli esterni lo ricevono via mail. Segue la riunione preliminare di ogni classe durante la quale sono decisi le modalità di conduzione del colloquio, i criteri per l’eventuale attribuzione del punteggio integrativo, il cosiddetto “bonus” e quelli per l’attribuzione della lode.









