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Sebbene le strutture non siano state impiegate per l’attacco, il livello di allerta resta elevato. In installazioni chiave come Sigonella e Aviano innalzato lo stato di vigilanza
A quasi 48 ore dall'attacco statunitense contro i siti nucleari in Iran, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiarito che le basi militari statunitensi presenti in Italia non sono state impiegate per l’operazione. "Non ci risulta alcun utilizzo delle basi italiane", ha dichiarato, escludendo un coinvolgimento diretto nella missione. Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, nei giorni precedenti all’attacco, aveva ricordato il quadro normativo che regola la presenza militare americana in Italia. In particolare, si tratta della convenzione bilaterale firmata nel 1951, che prevede l’obbligo per gli Stati Uniti di notificare e giustificare ogni utilizzo "non ordinario" delle basi, e l’autorizzazione preventiva da parte del governo italiano.













