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23 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 10:12
Dopo il carcere, era andato a vivere in una piccola dependance della villa di famiglia a Sarzana e chi lo andava a trovare veniva ricevuto dalla sua amata cagnetta Evita e non portava più i segni della sua vecchia vita. Perché era stato un uomo davvero potente Francesco Pazienza, il faccendiere, agente dei servizi, depistatore, scomparso due giorni fa all’età di settantanove anni, dopo un breve ricovero.
Pazienza è stato un uomo inebriato dal potere nel quale si era tuffato con la leggerezza del viveur: si era messo nelle mani di Giuseppe Santovito, costruendo un super vertice del servizio segreto, in nome del quale sono state fatte, ed egli ha fatto, cose sporchissime: dai depistaggi delle inchieste per la strage di Bologna al putrido affaire Cirillo (la trattativa Stato-Camorra-BR per la liberazione dell’assessore campano della Dc). Quando il piduista Santovito è caduto in disgrazia credo che Pazienza sperasse nei favori di un altro potente che però di lui poco importava, Umberto Federico D’Amato, vantandosi di avergli fatto avere, lui Pazienza ad un re come D’Amato, una collaborazione con il Sismi e una casa a Parigi in rue Saint-Honoré del valore di un milione di dollari: il faccendiere lo racconta nel suo libro come se si trattasse di storie glamour.











