«Io ho pagato tutti i miei presunti errori, molti altri no», diceva negli ultimi anni della sua vita, dal suo buen ritiro di Lerici. Francesco Pazienza, faccendiere, ex agente segreto del Servizio informazioni e sicurezza militare (Sismi), coinvolto nelle inchieste su alcuni dei misteri della storia recente del Paese, è morto con questa convinzione all’età di 79 anni nella giornata di ieri, sabato 21 giugno, all'ospedale di Sarzana, nello Spezzino. A chiedere di non divulgare la notizia del decesso, e di “rispettare la privacy e il dolore” anche in queste ultime ore, è stata la famiglia.
Residente da anni in una villa nel Golfo dei Poeti, sul mare di Lerici, il paese dell’estremo levante della Liguria dove ha trascorso l'ultimo periodo della sua vita, Pazienza è stato tra le figure chiave di alcuni dei filoni principali delle indagini sui misteri italiani che hanno segnato un’epoca, da quella sulla loggia massonica segreta P2 al super Sismi, dalla strage di Bologna (nella cui inchiesta è stato condannato per depistaggio) alla vicenda del Banco Ambrosiano, dal caso Orlandi ai rapporti con Ali Agca, fino al rapimento dell'assessore democristiano ai lavori pubblici della regione Campania, Ciro Cirillo.











