Per le presidenze delle commissioni consiliari e gli ultimi incastri della (faticosa) quadra sulle giunte municipali, nonostante le tensioni tra i partiti della maggioranza degli ultimi giorni, si fa capire dovrebbe essere «questione di ore». Su tutto il resto, dalle nomine nelle partecipate al ridisegno complessivo dell’organizzazione della macchina comunale, sarà un inizio estate di tappe forzate. Durerà «settimane», è la stima che si fa a Palazzo Tursi, l’avvio effettivo del nuovo corso del Comune di Genova. Se l’era Salis è iniziata a tutti gli effetti solo la scorsa settimana, e le sedute del Consiglio comunale dovrebbero andare avanti per tutto luglio, sul tavolo della neo sindaca del resto da affrontare c’è anche la lunga lista delle nomine di competenza comunale che aspettano società e consorzi di attività cittadina.
Tra i cambi di governance più attesi, di sicuro c’è quello su Palazzo Ducale, la prima istituzione culturale della città. Da regolamento, al Comune spetta l’indicazione di ben tre membri del consiglio direttivo: dovrebbe decadere in automatico la presidenza (e quindi, in questo caso, Beppe Costa, indicato dalla giunta Bucci a fine 2022 al posto di Luca Bizzarri) ma in ballo c’è anche il ruolo della direzione, nonostante l’attuale direttrice Ilaria Bonaccossa sia in carica da un anno e mezzo appena e non si possa proprio definire espressione diretta del centrodestra cittadino. La sindaca, da prassi, ha sei mesi per nominare i suoi tre rappresentanti (due sono di nomina regionale), ma la direttrice ha un contratto di cinque anni, indipendentemente dalla definzione del consiglio. Attesi da un cambio, poi, ci sono altre realtà culturali come il Muma, la Fulgis, Villa Serra.








