'Midnight hammer'.

Il Pentagono ha battezzato così l'attacco di stanotte ai siti nucleari dell'Iran, che ha riportato gli Stati Uniti in guerra al fianco di Israele. Il nome scelto per il blitz - che è stato seguito da Trump e dal suo stato maggiore nella Situation Room della Casa Bianca - è stato reso noto in una conferenza stampa dal Segretario alla Difesa Hegseth e dal capo di stato maggiore Caine. 'Poche persone a Washington ne erano a conoscenza', ha detto il generale. Secondo Hegseth, i bombardamenti hanno 'devastato' il piano nucleare iraniano e 'non hanno preso di mira civili o truppe' del regime: 'È stato un successo schiacciante'. Ma l'operazione 'non mirava al cambio di regime'. 'L'Iran sia intelligente e ascolti le parole di Trump: ogni rappresaglia scatenerà una forza maggiore da parte nostra'. Hegseth ha anche reso noto che Washington, prima di colpire, si è consultata con gli alleati nella regione che 'hanno forze e asset dove ci sono quelli Usa' e che Trump ha informato il Congresso 'dopo il decollo in sicurezza dei B-2 che sono stati utilizzati, in linea con il War Powers Act'. I sette superbombardieri, ha confermato Caine, hanno volato nell'oscurità senza scalo per 18 ore, rifornendosi più volte durante il volo e raggiungendo la loro destinazione sabato sera (notte in Iran): il volo più lungo dal 2001. 'Ora il mondo è più sicuro', ha detto il Segretario di Stato Rubio.