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22 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 14:36
“Che la diplomazia faccia tacere le armi! Che le nazioni traccino il loro futuro con opere di pace, non con la violenza e conflitti sanguinosi!”. Puntuale è arrivato il nuovo forte appello di Leone XIV per la pace dopo che gli Stati Uniti d’America hanno attaccato i siti nucleari in Iran. All’Angelus il Papa ha affermato che “si susseguono notizie allarmanti dal Medio Oriente, soprattutto dall’Iran. In questo scenario drammatico, che include Israele e Palestina, rischia di cadere in oblio la sofferenza quotidiana della popolazione, specialmente a Gaza e negli altri territori, dove l’urgenza di un adeguato sostegno umanitario si fa sempre più pressante”. Prevost ha ricordato che “oggi più che mai, l’umanità grida e invoca la pace. È un grido che chiede responsabilità e ragione, e non dev’essere soffocato dal fragore delle armi e da parole retoriche che incitano al conflitto. Ogni membro della comunità internazionale ha una responsabilità morale: fermare la tragedia della guerra, prima che essa diventi una voragine irreparabile. Non esistono conflitti ‘lontani’ quando la dignità umana è in gioco. La guerra – ha aggiunto il Papa – non risolve i problemi, anzi li amplifica e produce ferite profonde nella storia dei popoli, che impiegano generazioni per rimarginarsi. Nessuna vittoria armata potrà compensare il dolore delle madri, la paura dei bambini, il futuro rubato”.











