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Nella notte tra domenica e lunedì si giocherà la partita determinante delle finali NBA, il principale campionato maschile di basket nordamericano. Gli Oklahoma City Thunder e gli Indiana Pacers finora hanno vinto 3 partite a testa nella serie, che si vince arrivando per primi a 4 vittorie. Quindi le finali si decideranno a gara-7, la “bella”, un evento avvincente e imperdibile per gli appassionati. Sarà la ventesima volta su 79 che accade e solamente la quinta nel ventunesimo secolo.
È già piuttosto eccezionale il fatto che, dopo 82 partite di stagione regolare e oltre una ventina di playoff (22 a testa in questa stagione), si arrivi a una singola partita che stabilisce chi vincerà il titolo, questa volta peraltro tra due squadre che non l’hanno mai vinto prima d’ora, e che hanno avuto una stagione di altissimo livello, seppur in modo diverso. Inoltre, quasi sempre gara-7 delle finali NBA è stata una partita equilibrata, giocata al massimo dell’intensità da entrambe le squadre, e decisa nei minuti finali: è dal 1974 che viene vinta con meno di dieci punti di scarto (spesso molti meno).
L’ultima gara-7 prima di questa si giocò nove anni fa, alle finali del 2016 tra Golden State Warriors e Cleveland Cavaliers, e fu storica. I Warriors venivano da una stagione regolare da record, conclusa con 73 vittorie e 9 sconfitte, avevano vinto il campionato l’anno precedente, lo avrebbero vinto nei due successivi ed erano, in sostanza, la squadra migliore del decennio, con uno stile di gioco destinato a rivoluzionare l’NBA.












