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22 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 10:13

È in atto una crisi globale “invisibile” legata alla sottostima della popolazione, che rischia di minare le politiche pubbliche con gravi e molteplici conseguenze: dall’edilizia scolastica alla risposta alle epidemie. A lanciare l’allarme è uno studio condotto dall’Università di Southampton e pubblicato sulla rivista Science. I risultati mostrano che un numero sempre minore di paesi sta effettuando censimenti completi, mentre molti altri hanno ritardato la pubblicazione dei risultati, a causa dei disagi legati al Covid-19, dei tagli al bilancio e della diminuzione della fiducia nei governi.

I potenziali danni derivanti dal calo delle informazioni demografiche sono amplificati dal fatto che i progressi nell’informatica e nell’intelligenza artificiale hanno potenziato la capacità di analizzare e ricavare informazioni da grandi quantità di dati. L’impatto sarebbe con molta probabilità più “profondo” del previsto perché i dati sulla popolazione sono il “denominatore di quasi tutte le attività economiche e sociali”, spiega Jessica Espey, vicedirettrice del team di ricerca WorldPop presso l’Università di Southampton e autrice principale dello studio. Determina “dove e come i governi investono e, nelle democrazie, come allocano la rappresentanza popolare”, aggiunge.