In Alto Adige la non autosufficienza non è solo una questione sanitaria. È una sfida sociale, culturale, economica e, soprattutto, familiare. Così, per far fronte all’aumento degli anziani e alla carenza di posti nelle case di riposo, la Provincia autonoma di Bolzano ha deciso da tempo di puntare su un’alternativa: permettere il più possibile agli anziani di restare nella propria casa, accanto ai propri affetti. È il senso dell’assegno di cura, introdotto con la legge provinciale 9 del 2007, che oggi sostiene migliaia di famiglie nell’assistenza ai propri cari non autosufficienti. «Non si tratta solo di colmare la mancanza di strutture -spiega Eugenio Bizzotto, direttore dell’Asse, l’ente che gestisce l’erogazione dell’assegno- ma di garantire il diritto a una vita dignitosa anche in condizioni di fragilità. La legge parla chiaro: è un diritto delle persone non autosufficienti ricevere un’assistenza adeguata, anche al proprio domicilio».
Il Welfare che ha solo l'Alto Adige: i 1.800 euro che la Provincia eroga per gli anziani non autosufficienti: «È l'assegno di cura, così le famiglie pagano le badanti e le cure a domicilio»
Bolzano, se la famiglia fa domanda per una casa di riposo, quei soldi vengono girati direttamente alla Rsa. Il direttore dell’ente che gestisce l’erogazione dell’assegno: «È un diritto ricevere un’assistenza adeguata anche a casa»









