TREVISO - Nelle Rsa mancano circa 3mila posti letto. Le domande per potervi accedere sono più di 10mila, ma le rette da pagare sono sempre più alte. E le pensioni degli anziani spesso non riescono a coprire i costi, gravando così sulle tasche dei figli. «E se oggi il rapporto è due anziani per ogni giovane - spiega Anna Rita Contessotto del Centro Studi Spi Cgil Treviso -, nel 2044 saranno tre anziani per ogni giovane (inteso appartenente alla fascia d'età 0-14 anni)».

Questi sono solo alcuni dati discussi ieri durante il tavolo dedicato all'analisi del contesto delle rsa trevigiane, con focus demografico e socio economico in termini di sostenibilità del servizio e del fabbisogno dell'utenza. A discuterne, i sindacati della Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil che, con i numeri alla mano, hanno illustrato la situazione.

Focalizzandosi sul dato locale e gli anziani non autosufficienti, le rette da pagare nelle case di riposo sono generalmente aumentate, ma la quota varia in base al possesso dell'impegnativa. «L'aumento delle rette con impegnativa è molto meno consistente rispetto a quello senza impegnativa - continua Contessotto - C'è una differenza tra chi entra in casa di riposo con l'impegnativa di cura residenziale e chi ne entra sprovvisto, che deve pagare 30 euro in più, quindi 92 euro quotidiani». La variazione dei costi tra 2023 e 2025, in questo senso, è del 5% per chi si trova senza impegnativa (1500 euro in più) e del 4,5% per la situazione opposta, che sfiora i mille euro di aumento.