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Sciopero sulla tangenziale, scattano le denunce Il Pd: "Dissenso represso". Fdi: "Voi i mandanti"
È lo sciopero dei metalmeccanici ma diventa la miccia per accendere lo scontro politico sul decreto Sicurezza. Gli operai in protesta, a Bologna, bloccano la tangenziale, con conseguente denuncia da parte delle autorità. Con il centrosinistra, in prima linea Pd, Avs e M5s, che accusa la maggioranza di repressione del dissenso. Dal centrodestra, invece, si mettono nel mirino i progressisti, considerati i registi dietro il blocco illegale, con lo scopo di alzare la tensione contro il provvedimento del governo. Ecco i fatti. Nella mattinata di ieri circa 10 mila metalmeccanici, in sciopero per il rinnovo del contratto nazionale, invadono la tangenziale del capoluogo emiliano, paralizzando il traffico per ben 45 minuti. Con conseguenti disagi per gli automobilisti. Uno sconfinamento, quello degli operai, che non era stato autorizzato dalla Questura di Bologna. Da qui sono scattate le denunce, alla luce di quanto stabilisce proprio il Decreto Sicurezza per quanto riguarda i blocchi stradali. Un testo, quello voluto dalla maggioranza, che da mesi è al centro delle critiche delle opposizioni. "Anziché seguire il percorso concordato con l'Autorità di pubblica sicurezza, hanno deciso di fare ingresso in tangenziale dall'ingresso 7 in direzione San Lazzaro di Savena nonostante lo schieramento dei Reparti inquadrati della Polizia che, per scongiurare il verificarsi di ulteriori situazioni di pericolo, hanno evitato respingimenti con l'uso della forza", spiega la Questura. A differenza di quanto annunciato da alcuni manifestanti al megafono, il passaggio sull'arteria stradale non era stato concordato, né autorizzato dalle forze dell'ordine. Inevitabile, dunque, la denuncia. "I dimostranti verranno denunciati penalmente, anche alla luce della recente normativa introdotta dal Decreto Sicurezza in materia di blocchi stradali", fanno sapere sempre dalla Questura.






