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Al fianco dei sindacalisti del fine settimana lungo è sceso in campo anche il Tar

Nei venerdì del governo Meloni si sciopera e si va in piazza. O anche si sciopera e basta, senza andare in piazza. Non staremo qui ad ammorbarvi con numeri e percentuali sulle serrate targate Cgil (o affini) a ridosso del fine settimana. Li abbiamo scritti e riscritti già sin troppe volte, e probabilmente ci toccherà farlo di nuovo a breve. Sta di fatto che quello che era un andazzo piuttosto consolidato, con frequenze alterne a seconda di chi sedesse al governo, è diventato un appuntamento fisso da quando la leader di Fratelli d'Italia è approdata a Palazzo Chigi e Maurizio Landini (nella foto) ha deciso di usare lo sciopero come forma di protesta non tanto per difendere i diritti dei lavoratori, quanto piuttosto come clava contro l'esecutivo. Con un solo, ovvio risultato: che per l'esecutivo i venerdì di Mister Cgil sono diventati una sorta di callo, fastidioso ma politicamente ininfluente, mentre per gli italiani si sono tragicamente trasformati in una tassa da pagare con puntualità snervante.