Matteo Pittana nella notte tra il 18 e il 19 febbraio dell’anno scorso venne trovato senza vita in un’auto capovolta dentro il canale Ledra, vicino Gemona. Era sul sedile posteriore, con le cinture ancora allacciate. Aveva 20 anni, era un ragazzo prudente e solare. «Una persona semplice, gli piaceva sciare, camminare, andare in bicicletta, stare con gli amici. Era sempre pronto ad aiutare gli altri, a dare a tutti un consiglio» ricorda il padre Luca. Matteo è morto per un incidente, l’auto a forte velocità ha sbandato in curva e ha colpito la spalletta dell’argine prima di finire in acqua. Ma l’anomalia di questa storia sta in quello che è accaduto dopo, e che ha lasciato nella famiglia non solo una profonda amarezza ma anche il desiderio di capire quello che ancora non si sa.