SEATTLE – Se gli si chiede come vede la sua Inter in futuro, quando avrà potuto darle forma, Cristian Chivu risponde: “Tutti noi allenatori vorremmo una squadra in grado di dominare le partite. È il sogno di chi fa questo mestiere. Ed è quello che voglio nel prossimo futuro. Sarebbe bello già domani, ma penso ci vorrà più tempo”. Ma di tempo l’Inter non ne ha. Allo stadio Lumen Field, casa dei Seattle Seahawks, dovrà vincere se vuole sperare di qualificarsi agli ottavi del Mondiale per club. Il River Plate, che i nerazzurri affronteranno alle 3 di notte di giovedì (ora italiana), ha vinto 3-1 contro la squadra giapponese.
Chivu: “Buona reazione col Monterrey, ma serve cinismo”
Quando guarda alla prima partita del girone, pareggiata 1-1 contro il Monterrey a Pasadena, Chivu non butta via tutto, anzi: “Abbiamo fatto una gara seria e abbiamo tirato fuori la miglior versione di noi stessi. Abbiamo avuto una buona reazione. Certo, vorrei vedere più cinismo sotto porta”. Su modulo e formazione, Chivu non si sbilancia. Per quanto riguarda lo schema del centrocampo, che contro il Monterrey si è visto prima a tre e poi a due, senza un vero regista, dice: “Dal punto di vista del modulo, dipende come fai la conta: posso schierare un centrocampo a tre, quattro o cinque, perché io gli uomini sotto la punta li considero centrocampisti. Purtroppo questo non è un ritiro e non abbiamo tempo. Non posso cambiare tanto. Posso al limite provare cose che i giocatori hanno già fatto”.













