Christian Chivu a 22 anni era capitano dell’Ajax e sa qual è il peso sulle spalle di un giovane in una grande squadra. Da allenatore il romeno è partito dalle basi, dall’Under 14 dell’Inter, per poi passare all’U17 e alla Primavera, con cui ha vinto uno scudetto e dove è rimasto fino alla scorsa stagione. Il fatto che l’Inter abbia ribaltato la partita con l’Urawa con due giocatori svezzati da Chivu come Pio Esposito («L’ho allenato per la prima volta quando aveva 13 anni») e Valentin Carboni, che ha deciso la sfida con i giapponesi tornando otto mesi dopo l’infortunio al crociato, è simbolico. Ed è una botta di freschezza necessaria per una squadra stanca ma connessa e con qualche infortunato pronto al rientro, come Dumfries: «Mi ha fatto piacere vedere Carboni emozionato e mi sono anche commosso — ha raccontato Chivu — perché so la fatica che ha fatto in questi mesi, il buio che ha dovuto attraversare, le incertezze che ha vissuto».