In Italia le nuove diagnosi di tumori del sangue sono ogni anno 30mila. Di queste, circa 1.100 riguardano bambini e adolescenti. Complessivamente sono 500mila le persone che convivono con i diversi tipi di neoplasie ematologiche e per questi pazienti la ricerca ha fatto passi da gigante per fornire cure sempre più efficaci, in particolare grazie all'immunoterapia e ai trapianti di midollo osseo. Lo stato dell'arte in questo settore è stato tracciato a Roma alla vigilia della Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, che si celebra il 21 giugno ed è promossa dall'Associazione Italiana Leucemie, Linfomi e Mieloma (Ail), nel corso dell'incontro “Dalla Ricerca alla Cura: l'azione di Ail nella lotta ai tumori del sangue. Ricerca scientifica, innovazione terapeutica e assistenza ai pazienti”.

Il ruolo dell'immunoterapia e dei farmaci biologici

Durante l'evento organizzato da Ail, che da oltre 55 anni finanzia progetti di ricerca – sono stati 157 nel 2024 – ed è al fianco ogni giorno di pazienti e famiglie, gli esperti hanno evidenziato come l'immunoterapia in generale e altri farmaci biologici stanno modificando in maniera significativa l'approccio terapeutico sotto molteplici aspetti. “I nuovi farmaci – spiega Francesco Di Raimondo, vicepresidente SIE, professore di ematologia, Università di Catania e Direttore UOC di Ematologia, Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “G. Rodolico” di Catania - hanno bassa tossicità, possono essere usati in combinazione fra di loro e anche in combinazione con la chemioterapia. Questa combinazione produce da un lato un significativo aumento dell'efficacia e dall'altro una riduzione della tossicità. Dunque, nella pratica clinica si ha una profondità di risposta nettamente superiore e con minori effetti collaterali. Questo è un vantaggio evidente per numerose patologie e si riverbera in una qualità di vita nettamente superiore”.