Il cancro continua a essere una delle principali cause di paura e sofferenza, ma oggi i numeri raccontano anche una storia di miglioramento reale. In Italia, negli ultimi dieci anni, la mortalità oncologica è diminuita del 9%, un risultato che colloca il nostro Paese in una posizione migliore rispetto alla media europea. Un dato che non cancella la gravità della malattia, ma che restituisce il senso di un progresso fatto di cure più efficaci, diagnosi più precoci e di un Servizio sanitario che, nonostante le difficoltà, continua a produrre risultati concreti.
C’è una buona notizia anche sul fronte del numero di diagnosi: i dati emersi ieri pomeriggio da parte della Commissione Europea confermano, per la prima volta in Europa, un calo dell’1,7% dei casi complessivi, e addirittura del 2,6% in Italia. Questa tendenza è dovuta, da un lato, alla diminuzione totale della popolazione, ma dall’altro alla riduzione delle diagnosi di tumore del polmone nei maschi.
Tornando in Italia, è anche aumentato il numero di cittadini che aderiscono ai programmi di prevenzione secondaria, soprattutto al Sud dove i tassi di adesione sono addirittura triplicati negli ultimi cinque anni.
È questo il quadro che emerge dal volume I numeri del cancro in Italia 2025, presentato oggi a Roma. La pubblicazione, giunta alla quindicesima edizione, è il documento ufficiale di riferimento sull’epidemiologia oncologica nel nostro Paese ed è realizzata grazie al lavoro congiunto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), di Airtum, della Fondazione Aiom, dell’Osservatorio Nazionale Screening, dei sistemi di sorveglianza Passi e Passi d’Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPeC-IAP).








