Non solo di giorno.

Gli effetti negativi sulla salute delle ondate di calore si protraggono anche di notte e, anche se l'asticella del termometro non raggiunge i picchi diurni, possono essere altrettanto gravi.

Bastano infatti temperature notturne sopra i 25 gradi perché, soprattutto le persone con problemi polmonari, vadano in sofferenza con conseguenze potenzialmente fatali. È il messaggio che arriva dal "Meeting Respiratory Diseases in 2025", tenutosi a Bari e co-organizzato dalla Fondazione Menarini, in collaborazione con l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" e l'Università di Foggia.

"Ciò è dovuto al fatto che la notte è, di per sé, un elemento critico, perché durante il riposo, il calibro dei bronchi, anche negli individui sani, si riduce fino all'8%", spiega Giovanna Elisiana Carpagnano, professore ordinario e direttore della Pneumologia del Policlinico di Bari. "Questo restringimento delle vie aeree, legato al ritmo circadiano, è aggravato in chi soffre di asma dal caldo estremo notturno che, provocando un aumento della temperatura all'interno del torace, attiva le fibre nervose dei muscoli respiratori", aggiunge. "Questi, non rilassandosi, non permettono il normale svuotamento polmonare, rendendo difficile la respirazione, con crisi asmatiche gravissime che possono risultare anche fatali".