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Ultimo aggiornamento: 11:11
di Rita Ricchiuti – L Football
È così che dicono, no? Quando si protesta contro un genocidio, quando si scende in campo con una fascia arcobaleno, quando si domanda la parità di genere o ci si inginocchia in protesta contro il quotidiano razzismo, la frase di rito è sempre “il calcio non deve essere politico!”. Un concetto di per sé già abbondantemente anacronistico, perché nel momento in cui un’intera nazione trae profitto dal calcio o dallo sport in generale, questo è già diventato parte integrante della sua politica come della sua cultura e della sua società.
Si cade poi nell’accecante ipocrisia se una squadra si erge alle spalle di un capo di Stato estero che in quel momento interroga i giocatori sulla guerra e soprattutto sul ruolo della donna nel calcio, nella speranza forse di ottenere una risposta che si allinei ai suoi ideali, che lo diverta, magari.






