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La Ue ha contestato all'Italia di non aver notificato alla Commissione e agli altri Stati membri "il rilevamento precoce dell'insetto esotico invasivo"
Beh, detto fra noi, alla fine ci sembra una bella cosa. In un momento come l'attuale, di rasserenati rapporti fra le grandi potenze, con un Medioriente mai così pacifico e un mondo senza significative preoccupazioni per crisi economiche, instabilità politica e flussi migratori, l'Unione europea, risolto brillantemente il problema del riarmo, ha rimesso al centro del proprio operato le vere priorità di quella comunità di intenti che chiamiamo «Europa» affrontando con la consueta lungimiranza il caso della Solenopsis invicta. Detta «formica di fuoco».
L'insetto, originario del Brasile e infiltratosi in Sicilia, oltre a infliggere punture dolorose può arrecare danni alle colture. La Ue ha contestato all'Italia di non aver notificato alla Commissione e agli altri Stati membri «il rilevamento precoce dell'insetto esotico invasivo», come previsto dal regolamento. Strano, perché se c'è una regione esperta di invasioni esotiche, quella è proprio la Sicilia. L'Italia inoltre non avrebbe notificato le misure adottate per l'«eradicazione» delle formiche. E non diciamo quanto vorremmo noi eradicare l'Unione europea...






