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I connazionali residenti fuori confine si sono già espressi, ma si moltiplicano le segnalazioni di duplicati e schede senza padrone

"Ho cinque schede dei miei vicini di casa che non votano, che faccio?". Il whatsapp del deputato Fdi Andrea Di Giuseppe è un fiume in piena da giorni, segnalazioni su segnalazioni da tutto il mondo di schede, duplicati e plichi senza padrone, spediti a casa degli oltre sette milioni di italiani iscritti all'Aire, i cui elenchi non aggiornati sono pieni di persone defunte ma mai cancellate, tanto che l'Inps attraverso Citibank sta avviando un meccanismo di verifica dell'esistenza in vita di connazionali anche centenari che ci costano 2 miliardi di euro in assegni.

In mezzo c'è un mercato di ignari italiani all'estero e di organizzazioni che fanno a gara per accaparrarsi schede e duplicati, facilissimi da chiedere online. Benvenuti nel voto all'estero sul referendum per la separazione delle carriere, dove le operazioni sono già iniziate e i brogli sono dietro l'angolo. "Ci sono almeno 1,5 se non due milioni di schede taroccate in arrivo", aveva detto inascoltato l'ex pm Antonio Di Pietro, che ha rappresentato il parlamentare meloniano eletto in Nord America al processo che ha smantellato un sistema di falsi permessi di lavoro dal Bangladesh con la complicità di due dirigenti della Farnesina che hanno ammesso le loro responsabilità.