Quando gli archeologi e i geologi del futuro, fra qualche milione di anni, si metteranno a scavare in concomitanza del sottilissimo strato che corrisponde alla nostra epoca rimarranno di stucco. In un millimetrico battito di ciglia del tempo geologico, si accorgeranno che una sola specie di mammifero, con le sue attività minerarie, ha spostato più sedimenti di tutti i fiumi della Terra messi assieme. Quella stessa specie, pompando gas serra in atmosfera, ha scaldato il suo pianeta natale e gonfiato il livello dei mari. E poi: ha acidificato gli oceani; ha frammentato gli habitat, ha decretato il successo di poche specie ed estinto quasi la metà di tutte le altre. Per ciascuna di queste azioni, oltre agli effetti diciamo «momentanei» (che saranno cioè pagati dalle prossime due o tre generazioni), sarà rimasta anche una cicatrice indelebile sulla superficie terrestre.
Quando inizia l'Antropocene?
La cronistoria del termine che indica l’epoca in cui l’impatto umano ha trasformato in modo irreversibile il pianeta. Tra ipotesi scientifiche e tracce geologiche, rimane aperta la controversia per capire quando sia iniziata e chi ne sia responsabile







