Settimo giorno di guerra.
Teheran e Gerusalemme stanno combattendo una battaglia senza esclusione di colpi, un botta e risposta mortale e martellante, di notte e di giorno. Anche con le parole. "Il codardo dittatore iraniano si nasconde nelle profondità del bunker fortificato e spara colpi contro Israele. La guida suprema Ali Khamenei non può essere autorizzato a continuare a esistere", ha annunciato il ministro della Difesa Israel Katz, dopo che l'ospedale più importante del sud di Israele è stato colpito in pieno. Più velatamente gli ha fatto eco il premier Benyamin Netanyahu: "Tutte le opzioni sono aperte, nessuno in Iran ha l'immunità", ha detto.
All'alba di oggi i caccia dell'Iaf hanno colpito il reattore ad acqua pesante di Arak, in Iran occidentale, preso di mira per la seconda volta in una settimana l'impianto di arricchimento di Natanz e un sito vicino collegato al programma nucleare della repubblica islamica. Mercoledì sera l'Idf ha diffuso sui social iraniani un messaggio in farsi e una mappa per avvertire i residenti di Arak che l'area sarebbe stata bombardata. Poche ore dopo i jet militari hanno sganciato tonnellate di munizioni per arrivare a "distruggere il componente destinato alla produzione di plutonio", ha dichiarato l'esercito.













