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19 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 9:15

La Repubblica Popolare Cinese ha recentemente lanciato in orbita i primi satelliti che andranno a comporre la “Three Body Computing Constellation”, un supercomputer dotato di intelligenza artificiale e composto da oltre 2.800 satelliti, in grado di elaborare i dati direttamente nello spazio. “Riuscire ad elaborare i dati in orbita tramite l’intelligenza artificiale sarebbe uno sviluppo importante – spiega Camilla Colombo, professoressa del Dipartimento di Scienza e Tecnologia Aerospaziale del Politecnico di Milano – la trasmissione a terra dei dati raccolti dai satelliti infatti costa e pesa parecchio, soprattutto quando si tratta di missioni relative all’osservazione terrestre”.

L’inizio della costruzione di questo supercomputer orbitale tuttavia rappresenta solo l’ultimo degli importanti progressi compiuti dal programma spaziale cinese nel corso degli ultimi anni, che hanno visto la Cina impegnare risorse significative nel contestare la supremazia americana in quella che viene spesso descritta come una nuova “corsa allo spazio”. In realtà si potrebbe dire che “le corse allo spazio” siano due. La prima vede la Cina e gli Usa impegnati a portare nuovamente la presenza umana sulla Luna, stabilendo basi e sviluppando tecnologie in grado di aprire la strada per Marte. La seconda invece consiste nel lancio nell’orbita terrestre di costellazioni satellitari, composte da migliaia di elementi, che hanno un impatto significativo ed immediato sia sulla tecnologia ad uso civile che sulle capacità militari delle rispettive nazioni.