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19 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 8:53
Straripante, concreta e convincente. Il viola non spaventa e l’entusiasmo fa la differenza. All’Audi Field di Washington, la Juventus non stupisce tanto per il risultato finale (5-0) quanto per la semplicità e la vivacità di fare calcio. Contro un timido e non pervenuto Al-Ain, i bianconeri giocano senza paura, si divertono e fanno divertire all’esordio nel Mondiale per Club. Una manita da record per un esordio ai limiti della perfezione: per una sera i disagi (e i disastri) della manifestazione lasciano spazio al campo e ai protagonisti. A fare la differenza sono “i prestiti di passaggio” Kolo Muani e Conceicao (e ora riconfermarli, o meglio riacquistarli, diventa quasi un obbligo). Yildiz, come in ogni “prima volta”, lascia il segno con un altro gol.
Fresca e con tante idee. La nuova versione bianconera si abbatte sulla capitale americana e per 90’ scaccia via i pensieri di una rifondazione che deve – di fatto – ancora iniziare. Tudor e i bianconeri sono impeccabili e dopo 45’ chiudono di fatto la gara riscrivendo anche una statistica che non era più stata ritoccata da 7 anni: la Juventus, infatti, non segnava quattro gol in un primo tempo dal febbraio 2018 nella gara contro il Sassuolo. Poi c’è il fattore gioventù: Tudor lancia e sperimenta senza paura. L’11 titolare dei bianconeri, fino a questo momento, è stato il terzo più giovane del Mondiale per Club: un’età media di 24 anni e 171 giorni seconda solo a Red Bull Salisburgo (22 anni e 243 giorni) e Manchester City (24 anni e 93 giorni). Una formazione quasi inedita ma con identità, per una creatura a immagine e somiglianza di un allenatore che ora sente davvero la fiducia della dirigenza.










