Peccato sia un po’ fuori mano, rispetto alla Continassa, sennò la Juve dovrebbe fare più spesso un giretto alla Casa Bianca visto come ha macinato l’esordio nel Mondiale per club, qui a Washington, nella notte italiana tra mercoledì e giovedì: in vantaggio dopo poco più di dieci minuti (con Kolo Muani), poi tre a zero alla mezzora, quarto gol nel recupero del primo tempo, chiudendo una sfida che non s’era ma aperta; e, dulcis in fundo, cinquina nella ripresa. Punteggio che le vale il primo posto nel girone G, davanti al Manchester City, che aveva vinto «appena» 2-0 contro i marocchini del Wydad. Insomma, Madama ha giocato come sempre si dovrebbe davanti a un avversario più debole – tanto, tantissimo più debole – l’Al Ain degli Emirati. Ovvero, con piglio, palla sempre tra i piedi, e quando era tra quelli degli altri, voglia di andarsela a riprendere. Dopodiché, il divario tecnico era davvero imbarazzante, una differenza subito palese nelle giocate di chi vive di qualità: da Conceiçao a Yildiz, passando per gli stacchi e l’attacco alla profondità di Kolo Muani (doppietta alla pausa). Sono state però le due mezzepunte alle spalle del francese, Cisco e Kenan, i veri sabotatori della serata americana: imprendibili, tra finte, dribbling, sterzate. Oltre al tiro al bersaglio: per Conceiçao, con un tiro violento nel traffico dell’area, per il turco con un colpo da fuori, baciando il palo.
Juve-Al Ain al Mondiale per club, Kolo Muani e Conceiçao trascinano i bianconeri: 5 a 0
Gol e spettacolo per la squadra di Tudor. Oltre alle doppiette del francese e del portoghese in rete anche Yildiz










