Manca poco all’ufficializzazione, ma la squadra di governo dell’authority è sostanzialmente pronta. Non appena la sindaca Silvia Salis, in qualità di presidente della Città Metropolitana di Genova, indicherà il suo rappresentante (pare certa la scelta di Alberto Cappato), il commissario Matteo Paroli potrà convocare il board per l’approvazione di una lunga serie di delibere in scadenza il 30 giugno (a cominciare dalla proroga di un mese della concessione al Genoa Port Terminal). In realtà, ancor prima del voto delle amministrative di fine maggio, sia la Regione Liguria, sia la Città Metropolitana di Genova (all’epoca retta dal vicepresidente Antonio Segalerba) avevano proceduto a fornire i nomi dei propri rappresentanti, così come richiesto dall’autorità di sistema retta dai commissari Massimo Seno e Alberto Benedetti. I termini entro cui procedere con l’indicazione erano perentori, ma non ordinatori. Si poteva insomma dare il nominativo, oppure scegliere di posticipare la scelta senza che questa decisione potesse intendersi come un mancato rispetto delle norme. Così aveva fatto il sindaco di Savona Marco Russo, dopo aver incontrato gli altri sindaci che compongono il tavolo del porto, che ha fornito il suo nome ieri, scegliendo Mattia Minuto, dirigente dell’Unione Industriali savonese. La Regione aveva invece indicato prima del voto Giorgio Carozzi, giornalista ed esperto di shipping, per otto nel board, ma in rappresentanza del Comune e quindi confermato da Bucci nella sua nuova veste di governatore, mentre la Città Metropolitana di Genova aveva indicato Davide Maresca, avvocato, esperto di shipping, fratello dell’allora assessore al Porto Francesco, esponente di Fratelli d’Italia. Salis ha deciso di procedere diversamente, puntando, con ogni probabilità, su Alberto Cappato, ex direttore generale di Porto Antico (oggi è direttore Innovazione Sviluppo e Sostenibilità), vicepresidente dell’associazione internazionale Città-Porti, in corsa alle Comunali con Salis nella lista civica Riformiamo Genova.