Giusto il tempo di varcare la soglia di Palazzo San Giorgio che il nuovo commissario dell’authority Matteo Paroli troverà ad attenderlo sulla sua scrivania una pila di dossier in attesa di soluzione. Ovviamente, per i grandi temi che riguardano le prospettive di crescita del porto, a cominciare dal Piano Regolatore, sarà necessario prendersi almeno un paio di mesi di tempo. Ma a Paroli è già chiara fin d’ora l’esigenza di intervenire sul presente. In queste settimane in cui ha atteso (invano) il via libera al suo decreto di nomina come presidente, ha potuto osservare da vicino l’evolversi della situazione, tessendo riservatamente anche i primi contatti con le istituzioni. Due, in particolare, sono le mosse che il nuovo commissario straordinario (il quarto in meno di due anni dopo Paolo Piacenza e il tandem Massimo Seno-Alberto Benedetti) cercherà di chiudere nel più breve tempo possibile. La prima riguarda comprensibilmente la necessità di ricostituire gli organi di governo dell’authority, la seconda di predisporre un comitato portuale in cui esaminare le prime delibere. Non appena il sindaco di Savona Marco Russo avrà proceduto con l’indicazione del suo rappresentante nel board, Paroli potrà procedere con la convocazione. Come è noto, la Regione ha già provveduto a dare il suo nominativo, puntando sul giornalista ed esperto di shipping Giorgio Carozzi, già presente nel board uscente, che scade domani, in rappresentanza della Citta Metropolitana di Genova. E la stessa Città Metropolitana ha indicato l’avvocato Davide Maresca. Si può quindi procedere con un board guidato dal commissario Paroli, in cui sarà ovviamente presente anche il direttore marittimo della Liguria, l’ammiraglio Antonio Ranieri, e i tre rappresentanti degli enti locali.