Affrontare in tempi rapidi i nodi che, da tempo, rallentano l’operatività del porto di Genova, a partire dalla composizione dell’organismo di governace (leggi comitato di gestione), passando per le vicende del terminal del gruppo Spinelli (la cui concessione scade il prossimo 30 giugno), per arrivare al piano regolatore portuale. Matteo Paroli, appena insediatosi alla guida dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale (scali di Genova e Savona), in qualità di commissario - ma in attesa di divenirne presidente, secondo il progetto del ministero delle Infrastrutture - sembra intenzionato a premere il piede sull’acceleratore per la gestione delle banchine.

Del resto, questo è esattamente quello che attende Edorado Rixi, viceministro del Mit (il dicastero che ha nominato Paroli, come prevede la legge), il quale ha spiegato di aspettarsi, dall’avvocato livornese, «un’accelerata e una riorganizzazione dell’ente, che esce da una situazione molto critica nell’ultimo anno e mezzo»; periodo in cui, dopo le vicende giudiziarie che hanno portato all’arresto dell’allora governatore della Liguria, Giovanni Toti, dell’imprenditore Aldo Spinelli, nonché dell’ex presidente dell’Adsp, Paolo Signorini, a governare i moli sono stati due commissari straordinari (l’ammiraglio Massimo Seno e Alberto Benedetti).