Sull’andamento della guerra in Ucraina, sull’identificazione dei suoi responsabili, e sulle iniziative necessarie per giungere a una pace duratura e giusta si assiste oggi ad un singolare travisamento della realtà. Sino al fallimento nel 2024 della annunciata grande controffensiva ucraina che avrebbe dovuto riconquistare i territori occupati dalla Russia, e soprattutto sino alla vittoria di Trump, anche i più attenti osservatori sottolineavano come uno dei più grandi eserciti del mondo non fosse riuscito nel suo intento di sconfiggere un paese povero e con una forza militare incomparabilmente inferiore. L’economia russa era considerata in gravi difficoltà a causa delle sanzioni occidentali, come in realtà è tuttora. Si sottolineava la crescente dipendenza della Russia dalla Cina e il suo crescente isolamento come fattori di sua debolezza.
La Russia è più debole (e più pericolosa)
Maggioranza e opposizione: nelle grandi scelte di politica estera e nella nostra posizione in Europa non è tempo di «giri di valzer» mirati solo alla ricerca di consenso elettorale






