Tutto ruota attorno agli scudi. Gli strumenti più cari ad anarchici e centri sociali durante i cortei. Sia in fase difensiva che in fase offensiva: non si tratta però di calcio ma di guerriglia urbana. Per cui esistono tattiche sempre più innovative e affinate, con l’obiettivo dichiarato di colpire le forze dell’ordine: il nemico numero uno. E così ecco un’apposita guida per manifestanti su come costruire scudi rinforzati che possano essere utilizzati da barriera mobile. Arriva da Oltreoceano, dall’America incendiata da antagonisti e immigrati - da Los Angeles a San Francisco, passando per New York -, un gran caos che ha spinto Donald Trump a schierare persino i Marines. Il manuale del provetto professionista del disordine, messo a punto da CrimethInc (un collettivo anarchico statunitense di cellule autonome), sta già facendo proseliti in Italia. L’amore per la violenza, nemmeno a dirlo, corre veloce nei blog e nelle chat d’area.
Gli scudi realizzati con telai di legno da nascondere dietro teli impermeabili non sarebbero troppo resistenti secondo i barricaderi a stelle e strisce. Troppo facile, per gli agenti, bucarli a suon di manganelli. E così ecco il nuovo “design”, già testato «con risultati soddisfacenti». Quattro i vantaggi fondamentali dei nuovi strumenti: leggeri, economici, pieghevoli e resistenti. Si parla di bidoni della spazzatura tagliati. «Consigliamo di usare il cartone come imbottitura su cui appoggiare il braccio, altrimenti un forte impatto, per esempio con un manganello, potrebbe rompere la plastica e ferire gravemente la mano», si legge nel manuale. E ancora: «Allo stesso modo, è probabilmente consigliabile assicurarsi che eventuali spigoli vivi siano coperti con nastro adesivo nel caso in cui si cada sullo scudo o ci si colpisca con esso». La grandezza? Il consiglio è quello che siano in grado di coprire il corpo del manifestante ma, è chiaro, più è grosso lo scudo più è pesante e quindi difficile da trasportare. «Gli scudi più piccoli possono essere più facili da introdurre di nascosto in un’area di protesta», prosegue la spiegazione degli anarchici americani.






