La notte è roba loro. Aspettano il buio e indossano la divisa, tuta acetata, occhiali da sole, marsupio nero, felpa calata sulla testa per diventare ombre e scivolare nell’anonimato. Poi armati di coltellino, a volte una katana rubacchiata al mercato nero o una pistola da far sparire in tasca agevolmente, si aggirano nelle zone calde della movida, nei mezzanini spogli della metropolitana, nelle strade silenziose di certi quartierini modaioli che profumano di soldi e vestiti griffati, cercando la preda da spennare. Maschio, se devono filmare la scena e metterla sui social a mo’ di trofeo.

Femmina, se hanno voglia di far baldoria e inscenare il famoso rito del Taharrush gamea, la molestia di gruppo con il branco che si autoeccita e stringe in una morsa la donna per molestarla e palpeggiarla come carne da macello, come nei famosi capodanni di piazza del Duomo che ci hanno reso famosi in capo al mondo. Fenomeno maranza, un misto di marocchino e zanza, sicuramente italiani di seconda generazione che hanno in odio gli italiani e covano una gran voglia di rivalsa sotto la cenere. Non si salva nessuna città, dal nord al sud del Paese.

ARRESTATO DON ALÌ, IL "RE DEI MARANZA"

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un 24enne di origine mar...