La posizione di Donald Trump sulla situazione in Medio-Oriente è decisamente cambiata nel corso del tempo, subendo diverse trasformazioni durante le operazioni portate avanti da Israele negli ultimi mesi. Al centro dell'enigmatica postura adottata dal tycoon c'è il controverso rapporto tra il presidente degli Stati Uniti e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
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Il 4 febbraio fu lo stesso Netanyahu a portare in dono un cercapersone placcato in oro a Trump, durante la sua visita alla Casa Bianca. Ne portò uno anche a JD Vance - in argento, in esplicito riferimento ai sabotaggi che, nei giorni precedenti all'incontro, avevano visto esplodere gli stessi dispositivi in mano agli agenti di Hezbollah, colpiti a distanza alla conclusione di un'operazione che aveva visto il Mossad riempire d'esplosivo gli apparecchi per poi venderli alle milizie libanesi. In questa stessa occasione il governo israeliano avrebbe spinto per uno sforzo militare diretto, temendo un accordo insoddisfacente tra l'Iran e Israele. Secondo il New York Times, Trump avrebbe parlato con un alleato riguardo al regalo ricevuto, definendosi «turbato» per il gesto di Netanyahu.














