Voleva cancellare ogni traccia. Per questo Rexal Ford/Kaufmann aveva iniziato a utilizzare un alias italiano per programmare il suo viaggio in Italia. L’uomo su Facebook aveva assunto l’identità di Matteo Capozzi, lo stesso nome che compare in una delle tante case di produzioni cinematografiche fantasma che l’americano, arrestato per la morte della sua compagna russa Stella e della figlia Andromeda, trovate morte a Villa Pamphili, usava per accreditarsi come regista e produttore cinematografico.

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di Marco Carta

Hotel, affittacamere, agenzie turistiche e di navigazione. Sono tante le persone che Ford, spacciandosi per Capozzi ha contattato sui social chiedendo informazioni. “Ciao Giovanni, mi chiedevo se conosci qualcuno con barche private dalla Sicilia a Malta e ritorno. Se si, qual è il prezzo più basso? Grazie”.

È il 16 marzo quando Capozzi/Ford/Kaufmann scrive un messaggio a una compagnia di navigazione siciliana. Il 46enne è ancora sull’isola di Malta e sta programmando il suo arrivo in Italia senza lasciare traccia. Due settimane dopo, il 27 marzo, Rexal Ford manda un messaggio al titolare di una società di carsharing siciliana, spacciandosi di nuovo per Capozzi: ”Intorno alle 20 di quel giorno - ricorda l'imprenditore - sul cellulare che utilizzo per il lavoro mi è arrivato il messaggio da questo Capozzi, mai sentito in vita mia, che mi chiedeva un aiuto per avere contatti con società che si occupano di barche charter da Malta. Mi limitai a dire che non ne conoscevo e la comunicazione tra noi terminò così”.