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18 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 17:41

Tre carte di credito a disposizione, sulle quali quali arrivavano tanti soldi dalla madre, spesi spesso in ristoranti. Un viaggio verso l’Italia da Malta, non a bordo di un volo low cost ma di un catamarano affittato, assai più dispendioso. E poi quei cinque anni in giro tra Inghilterra, Islanda, Russia e Malta prima di arrivare a Roma negli scorsi mesi. È un tragitto intricato quello di Francis Kaufmann alias Rexal Ford, il 46enne regista californiano arrestato in Grecia con l’accusa di aver assassinato la bambina ritrovata morta a Villa Pamphili, ritrovata a pochi metri dal cadavere della madre. Nuove tracce emerse negli ultimi giorni, disseminate da Kaufmann, cominciano a delineare la sua vita negli ultimi tempi.

Il presunto killer di Villa Pamphili ha raggiunto l’Italia con una barca charter alla fine dello scorso marzo, partendo da Malta – dove avrebbe vissuto fin dal 2023 – per approdare in Sicilia. Per quel viaggio cercava informazioni usando un altro pseudonimo, italiano: Matteo Capozzi. Non è ancora chiaro se sull’imbarcazione ci fossero anche la sua compagna con la bimba, ma appare invece sempre più plausibile agli investigatori che l’uomo sia riuscito ad avere appoggi logistici grazie ad una rete di conoscenze anche nel nostro Paese. Le indagini sono dunque anche focalizzate su tutti i soggetti che l’uomo potrebbe aver contattato in Italia per chiedere di poter essere ospitato. Secondo le testimonianze di chi lo ha avvistato in Italia, ma anche dalle foto che lo ritraggono in alcune zone della Capitale, l’abbigliamento dell’uomo e anche della bimba farebbero dubitare che possano aver vissuto per settimane in strada. Ma allora chi potrebbe averli accolti, visto che non risultano registrati in nessuna struttura? Non spendeva in alloggi, ma non lesinava pranzi in ristoranti con le sue carte sulle quali – hanno appurato gli investigatori – l’uomo riceveva denaro, fino a 4mila euro al mese, dalla madre.